Discoteca Concorde

"Benvenuti a bordo del Concorde, il comandante vi augura buon viaggio". Il reportage fotografico dell'iconica discoteca.

ABBANDONI VARI

4/23/20263 min leggere

"Benvenuti a bordo del Concorde, il comandante vi augura buon viaggio"

Con questo annuncio sono iniziate migliaia di nottate a suon di musica. La prima risale al 30 dicembre 1978, quando in un piccolo comune della Toscana, viene inaugurata la più grande discoteca della regione. 7 sale da ballo, ognuna con il suo stile musicale. Ariel, Awa, Discovery, Embarque, Senior, Spazial, Tornado. Dal liscio, alla progressive, alla musica funky. Un luogo che ha ospitato per oltre 20 anni i dj italiani più famosi, ma non solo, anche gruppi musicali storici e ospiti di ogni tipo. Un lungo viaggio, conclusosi con l'ultimo decollo nel 2001, quando il proprietario decise di venderlo. Una gestione familiare portata avanti con dedizione e amore, lo stesso amore che ha fatto nascere questo luogo, infatti Nino e Fosca si conobbero proprio nel locale che si trovava sul fondo divenuto poi il Concorde. Con il passaggio alla nuova proprietà il suo utilizzo diventò sempre più sporadico, fino alla totale chiusura.

Il desiderio di questa esplorazione nacque molti anni fa, quando da piccolo, lungo il tragitto per casa, osservavo dal finestrino della macchina il cartellone pubblicitario con l'aeroplano stilizzato, nero su sfondo giallo, con la scritta Concorde e la freccia che indicava l'ingresso. Col passare degli anni quel cartellone l'ho visto invecchiare, rovinarsi, restare un monumento che indicava un tempio sacro per la musica. Rimase per oltre 10 anni dopo la chiusura, su quella rotonda, prima che venisse tolto, forse perchè ormai pericolante. Mi ricordo molto bene, ogni domenica mattina, quando mio padre mi portava a messa, parcheggiavamo proprio nel parcheggio della discoteca. Allora era ancora aperta, le grandi antenne e parabole svettavano al centro del paese, io fantasticavo su cosa avvenisse là dentro, sperando di entrarci prima o poi. Alla fine ci sono riuscito, ma dopo 20 anni dalla sua chiusura ed ormai le antenne sono quasi tutte cadute per terra, in rovina.

Una delle porte antipanico è socchiusa. L'interno della discoteca è abbastanza intatto, non vandalizzato, ci sono soltanto cumuli di divanetti ammassati su alcuni pallet. Il buio qua la fa da padrone, c'è solo qualche debole raggio di sole che filtra dai buchi nel soffitto. L'aria è molto pesante e camminando si alza ulteriore polvere, è necessario l'utilizzo di una mascherina. Inoltre le coperture del tetto sono in amianto, quindi meglio prevenire. Lo scenario è molto suggestivo, a tratti inquietante, colpa del buio e delle decorazioni floreali che compaiono dovunque illumini con la torcia. La sala principale è enorme e faccio fatica ad orientarmi. A fianco alla postazione del dj, c'è una specie di riproduzione di una torre di controllo. L'ambientazione continua ad essere decisamente anni 80, vi invito a cercare alcune foto del locale quando era attivo e ve ne accorgerete immediatamente. Continuando a girovagare per questa enorme struttura, mi imbatto in una sala di regia, piena di schermi e device analogici. Un'altra grande stanza si trova al piano superiore, specchiata e accesa da una forte tonalità rossa. Di fianco alla consolle un grande pianoforte a coda.

Adesso è il momento di entrare nella sala Spazial.

La consolle che domina la pista è posta sotto ad una riproduzione di una navicella spaziale che riporta la scritta "Concorde SP". Il soffitto e le pareti sono scure e specchiate, quasi a riprodurre lo spazio aperto. Gran parte dell'impianto di luci e audio è ancora presente. Una volta questa pista doveva avere una presenza scenica davvero suggestiva. Oggi rimane un'altra sala fredda e buia, dove non scorre più nessuna musica nelle sue arterie. Le discoteche abbandonate hanno un fascino che le rende uniche, sono luoghi pensati per la musica ed il rumore, invece rimangono silenziosi custodi di un'eco ormai lontana.