
Sanguine et Virtute
Un opulento palazzo di un'antica famiglia nobile del centro Italia. Drappi dorati e tessuti damascati. Un luogo sospeso in un tempo lontano, fatto di lussi, ritratti ad olio e cimeli religiosi.
VILLE E PALAZZI
12/23/20254 min leggere
Un messaggio da parte di un vecchio amico che si è trasferito per lavoro in un'altra città: "ti ricordi di quel palazzo nei pressi di casa mia? Da più di un anno pare sia abbandonato, il giardino è incolto, alcune finestre sembrano lasciate aperte ed il custode non lo vedo in giro da un bel pezzo. Passami a trovare che facciamo un tentativo." E' così' che inizia l'avventura di questa esplorazione, dopo qualche scambio di messaggi ed una colazione veloce in autogrill.
Il palazzo è ben protetto da un alto muro di cinta, per cui bisogna essere sul posto ad un orario indecente. Il giardino è trasandato, incolto, si notano gli arbusti secchi della scorsa estate. Al momento pare che nessuno si stia prendendo cura di questo luogo, molto probabilmente è una situazione temporanea dovuta a chissà quale problematica. Fatto sta che il palazzo è accessibile e non perdo l'occasione di ficcarci il naso dentro assieme alla mia attrezzatura fotografica. Ricordo ancora in modo vivido la prima immagine, una scalinata con le pareti completamente tappezzate di ritratti antichi e due stemmi di famiglia con il motto "Sanguine et Virtute".
L'impressione è di entrare in un museo. Mi guardo attorno un pò spaesato, i numerosi volti raffigurati nei quadri pare che mi stiano osservando. Sono un intruso, me lo fanno notare attraverso gli sguardi. Scendo le scale ed inizio ad esplorare il piano terra.
Gli ambienti sono sfarzosi ed alcune stanze sono utilizzate come deposito, nonostante abbiano arredi notevoli. Un sottile velo di polvere ricopre il mobilio ma il pian terreno potrebbe essere immediatamente abitabile, anche se, gli anni in cui questa villa era abitata, risalgono a decadi fa. Non ci sono recenti segni di vita vissuta. Forse era visitabile su prenotazione, ma non ci sono tracce online. La famiglia doveva abitare nella depandance, chiusa e ristrutturata pochi anni fa.
Il magnifico salone, dove contrastano il celeste della pareti e il dorato degli arredi, è sicuramente la stanza più interessante del pian terreno. Difficile descrivere tutti i dettagli che la compongono. Ci sono riferimenti napoleonici e ritratti di uno dei proprietari in tenuta militare. Su di un tavolo da fumo, una scacchiera, carte da gioco e tarocchi. Passando da una stanza all'altra, continuo a sentirmi osservato. Quadri di nobili, principesse e cardinali, tappezzano quasi ogni parete. La maggior parte sono di notevole pregio, olio su tela, non semplici stampe. Anche le bellissime urne in marmo nero, non passano di certo inosservate. Mentre gli occhi di tutti questi personaggi illustri mi lasciano un attimo di tregua, entro in quella che sembra essere una sala da pranzo. Un tavolo con una grande tovaglia, anch'essa dorata, si trova al centro di una stanza praticamente intonsa. Da notare un altro lampadario di rara bellezza.








E' il momento di tornare al piano superiore e scoprire cosa mi attende. Salgo le scale, superando di nuovo una moltitudine di volti. Nella prima stanza mi accolgono due librerie colme di tomi ed un bellissimo pianoforte, su cui trovo delle foto di famiglia. Molte camere non sono fotografabili perchè piene di scatole e oggetti depositati un pò ovunque. Ma la parte migliore deve ancora venire, due camere da letto sono letteralmente da togliere il fiato, una in particolar modo.


Questo piano è decisamente più labirintico, ci sono vari corridoi e stanze piuttostro strette. Da una porta socchiusa intravedo una trapunta sporca ed ingiallita, ma a stuzzicare la mia curiosità, è soprattutto lo specchio appeso sopra alla cassettiera. Riflette qualcosa di dorato, con alcuni drappi, almeno così pare.
Entro, ed ecco la prima delle due camere da letto.




Il riflesso nello specchio non è altro che un magnifico baldacchino fissato alla parete, sotto al quale c'è un tessuto damascato che fa da ulteriore ornamento. A rendere il tutto ancora più opulento, ci sono 4 urne, nuovamente dorate, in cima a delle colonne in legno. Il lusso di questa stanza è quasi stucchevole, esagerato. Il soffitto è decorato con motivi geometrici e floreali. Alle pareti ci sono quadri religiosi, mentre un rosario penzola da una bajour. Un orologio sveglia raffigurante un condottiero romano posizionato sulla cassettiera. La stanza è piccola ma scoppia di dettagli di notevole pregio.
Camminando verso il lato opposto del palazzo, si arriva a quella che è decisamente la camera più bella. Sembra addirittura inverosimile, partorita dall'intelligenza artificiale. Invece no, è tutto reale. Da mani nei capelli.





Il rosso cremisi dei due letti a baldacchino colpisce direttamente le mie retine e mi fa spalancare gli occhi, un'immagine vivida che conservo ancora oggi. Il tessuto damascato, insieme ai due bellissimi stemmi araldici, indicano nuovamente la potenza e l'antichità della famiglia che ha governato questo palazzo. Il pavimento è coperto da un tappeto a motivi floreali, sopra al quale i miei scarponi stonano decisamente. Un pò di intonaco è caduto su di un letto, ma la stanza è abbastanza intonsa, nonostante un forte odore di muffa e di chiuso. Statue religiose sono sparse per la stanza. ad essere onesto, mi sarei trovato un pò a disagio a dormire in mezzo a tutti questi cimeli cattolici. Il cristo crocifisso, senza braccia, fa un discreto impatto alla vista. La famiglia che ha eretto questo palazzo doveva essere molto devota, alcuni membri avevano ruoli importanti nella curia cattolica. Lo dimostra il quadro con l'albero genealogico che per ovvi motivi non vi posso mostrare.
E' arrivato il momento di uscire da questo palazzo a dir poco opulento. Rimango qualche secondo a fissare lo stemma araldico con la mezzaluna dorata, uno dei particolari più belli di questo luogo. Mi avvio verso le scale e mi lascio alle spalle le ultime occhiate da parte dei ritratti.


