
Villa del Banchiere
Una villa costruita su una collina solitaria, circondata da specchi d'acqua, boschi ed oliveti. Il suo salone con la grande libreria, è rimasto un ricordo indelebile dell'urbex italiano.
VILLE E PALAZZI
1/17/20264 min leggere
La prima volta che percorsi il lungo viale che porta alla villa, era il 2020. Fu l'ultima esplorazione prima del famoso lockdown. Arrivai, assieme ai miei compagni di avventura, di fronte ad una struttura rosa relativamente moderna. Sul retro una casa più piccola, ovvero la depandance, collegata all'edificio principale da una tettoia, utilizzata anche come limonaia. Il giardino era incolto e sembrava esserlo da molti anni. Gli ingressi blindati, nessuna possibilità di accedere. Ricordo un cancello in ferro tinto di bianco, con un braccetto che grazie ad un lucchetto molto grande, lo teneva chiuso. Da dietro le sbarre si intravedeva una scala a chiocciola che saliva sulla terrazza al primo piano.


Tornammo alla villa qualche mese dopo. Fu la prima esplorazione dopo il lockdown, in piena primavera. La vegetazione era ancora più rigogliosa, a malapena si riuscivano a intravedere i piccoli laghi nel parco. Di fronte alla casa sembrava tutto come l'avevamo trovato alla prima esplorazione. Invece girando sul retro, mi accorgo che qualche malintenzionato, approfittando dei mesi di isolamento, aveva forzato l'ingresso della depandance. Un'abitazione abbastanza nuova, quasi abitabile, con una moltitudine di oggetti personali da fare impressione. Il calendario è fermo al 2013. Ci sono delle liberie che ricoprono quasi tutte le pareti del salotto. Una Play Station 3 con alcuni giochi. La camera da letto di uno dei figli mi è rimasta impressa, forse perchè deve avere solo qualche anno in più di me. Anch'essa è cristallizata nel tempo, ci sono una marea di oggetti che mi riportano indietro nel tempo, precisamente sul finire degli anni 90. Insieme ad alcune schede telefoniche, c'è una meravigliosa telecamera Sony, ormai obsoleta ma carica di malinconia. Purtroppo non ho foto da mostrarvi, dovrete utilizzare un pò di fantasia.
E' il momento di controllare se anche la struttura principale è stata aperta. Pare di no, le grandi porte finestre sembrano intatte. Tornando sul davanti, ci accorgiamo che il braccetto che manteneva chiuso il cancello in ferro della scala, è stato segato in due. Saliamo al piano superiore, di fronte nuovamente una porta finestra di notevole dimensione. Sembra chiusa. Un mio compagno la tocca. Un'anta si apre, ecco il salone della villa del banchiere.
Esplorando l'immenso giardino, una struttura avvolta dalla vegetazione mi incuriosisce. E' una piscina, di cui una metà è al coperto. Qua inizio a immaginare che questo luogo non sia una villa qualunque, o apparteneva a qualcuno veramente facoltoso o era una struttura ricettiva. Nessun indizio particolare. Continuando a curiosare, scopro che la piscina presenta alcuni interni, tra cui un ampio spazio con alcuni tavoli ed un corridoio che porta ad un bagno, dove gli ospiti o i proprietari dovevano cambiarsi. Stranamente il corridoio continua fino ad arrivare ad una porta un pò logora ma decisamente chiusa. Non si va da nessuna parte e la villa è inaccessibile. Riprendiamo il viale che ci riporta alla macchina. La prima visita termina qua.



















Si spalanca davanti a noi una sala completamente arredata. Una maestosa libreria ricopre quasi l'intera parete, c'è addirittura una scala in legno per arrivare alla parte superiore. Dal vivo vi assicuro che il soffitto è molto più alto di come sembra in foto. La struttura in origine doveva essere un classico rustico toscano. Travi in legno a vista, pavimento in cotto ed un grande camino. Ciò che colpisce di più è quanto sia intatto questo salone. Tranne alcuni quadri sparsi su sedie e poltrone, tutto è rimasto congelato nel tempo. Dai segni delle cornici rimasti alla parete, pare che il proprietario fosse intenzionato a smantellare tutto, o almeno ad incominciare a farlo. Lo stesso lo notiamo nelle stanze limitrofe, ci sono valigie piene, oggetti buttati alla rinfusa, arredi spariti, forse anche per opera di alcuni ladri entrati prima di noi. Fatto sta che l'unica stanza intonsa di questo piano, è il salone. Quasi ogni spazio della libreria è riempito dai libri, alcuni più recenti, altri risalenti addirittura al 19° secolo. Al colpo d'occhio è veramente maestosa. La chicca finale è una campana di vetro con all'interno numerosi uccelli impagliati. Un bellissimo diorama con specie prevalentemente di origine esotica. Girottolando tra le stanze, mi rendo conto che non ci sono scale che portano al pian terreno. Pare che i due piani siano divisi. Non fosse per un dettaglio che non ho mai rivisto in tutte le mie esplorazioni, ovvero un ascensore in un'abitazione privata. Decisamente insolito.
Torniamo all'esterno per cercare un ingresso al piano terra. Tutto chiuso. Decidiamo di ricontrollare la porta vista nella precedente esplorazione, quella vicino alla piscina. Bingo, la troviamo aperta. Siamo in una lavanderia umida e ammuffita. Anche qua arriva l'ascensore, ma fortunatamente ci sono alcune scale che portano al nostro obbiettivo.




Le aspettative erano piuttosto alte, visto il salone precedente, ma purtroppo la parte inferiore non è al solito livello. Il soffitto presenta delle volte in ogni stanza e crea un effetto particolare assieme alla luce che filtra dalle porte finestre. Gran parte del mobilio sembra che sia stato portata via. In una delle credenze rimaste trovo un'ingente quantità di siringhe di insulina, evidentemente il proprietario doveva essere diabetico. Da una statuetta con una caricatura di un signore in giacca e cravatta, all'incirca in età da pensione, si capisce che il padrone di casa era il presidente di una importante banca del paese. Googlando il suo nome compare un articolo in sua memoria, lo ricorda il giornale locale nel giorno del suo funerale. Non ho mai capito il motivo dell'abbandono, il perchè di aver portato via soltanto la metà degli oggetti da quella casa. Lo scoprirò solo qualche anno più tardi, quando la villa finirà su di un sito di aste immobiliari. Non sono chiari i motivi del sequestro, se un pignoramento o per cause legali. Fatto sta che probabilmente la proprietà deve essere finita improvvisamente nella mani di un curatore ed ha impedito l'accesso ai vecchi proprietari.
Qua finisce l'esplorazione di un luogo che negli anni è stato visitato da molti urbexer, almeno fino a quando il suo salone ha custodito la sua bellezza, per poi essere stato depredato col tempo, finendo per diventare un'anonima villa abbandonata, almeno per chi non ha mai conosciuto la sua storia.
Un ringraziamento ai miei compagni di avventura, in particolar modo a colui che mi ha aiutato ad aggiungere alcune delle foto mancanti per un reportage più completo.




