Monkey Island

Un luogo talmente nascosto dal tempo che sembra non abbia avuto contaminazioni e contatti col mondo moderno. Un'isola incontaminata fatta di polvere e vite antiche. L'ultimo calendario è fermo al 1953, e probabilmente, prima di noi, qua dentro non entrava anima viva da qualche decade.

VILLE E PALAZZI

11/6/20265 min leggere

7 gennaio 2025. Alzataccia, aria gelida ed umida. Il giorno della Befana ci porterà a scovare uno dei luoghi più belli che abbia mai esplorato, secondo forse, soltanto a Runia. E' il primo pin da verificare della giornata ed anche il nostro obiettivo principale. La vegetazione è molto fitta e incolta, non c'è quasi più traccia del giardino, si cammina a tentoni tra rovi, cespugli e qualche sporadico muretto, o almeno qualche struttura in mattoni, difficile capirlo. Il luogo sembra in totale stato di abbandono da chissà da quanti anni, infatti la struttura versa in pessime condizioni. Ci perdiamo un pò a fissarla, non abbiamo camminato moltissimo ma arrivarci è stata dura. Ci guardiamo attorno e abbiamo la sensazione di essere completamente fuori dalla realtà. Sembra di essere approdati su un'isola remota. L'isola della scimmia.

In realtà, la prima cosa che mi compare davanti appena entrato nella villa, non ci incastra niente con una scimmia. Il perchè del nome del luogo l'avrete già intuito dalla foto che presenta l'articolo, ma pazienza, continuiamo. Mi trovo davanti ad una stupenda statua con un soldato intento a fare il saluto. Non mi è chiara l'origine della divisa, si pensa che sia legato ad una divisione che ha soggiornato in questa villa, ma sono solo mie idee concepite durante l'esplorazione. In ogni caso, direi che si inizia decisamente bene. Salgo le scale e lo stupore continua.

L'affresco di un putto mi aspetta in cima alla scala, sembra intento a donare dei fiori a chi varca la soglia. Il pianerottolo è ricolmo di richiami alla religione cattolica. Colpiscono subito un piccolo altare e i vari quadri, tutti molto antichi. Una cartina geografica dell'Europa è ormai quasi mangiata dal tempo, sembra sia tenuta unita per miracolo e che basti sfiorarla per ridurla a brandelli. Ovviamente mi limito a fissarla. Continuo ad esplorare questo magnifico palazzo e man mano che cammino, la cosa si fa sempre più seria.

Il piano principale è costituito da un lungo corridoio ad L, ai lati troviamo numerose stanze a dir poco stupefacenti. Sulle pareti continuano ad esserci numerosi riferimenti alla religione, evidentemente una famiglia molto dedita al cattolicesimo. Tra i quadri spicca la foto di un Papa, alcuni santini, un fiore essiccato in una cornice ed anche una replica di un quadro che si trova esposto agli Uffizi. E' la "Giuditta con la testa di Oloferne" , il più famoso quadro del pittore fiorentino Cristofano Allori. Un dipinto un pò macabro, in cui la testa decapitata del condottiero babilonese è salda nella mano dell'eroina biblica. La prima vera e propria stanza è una sala da pranzo quasi intonsa ed affrescata. I mobili sono rustici ma antichi, al loro interno ci sono ancora molti suppellettili. Gli affreschi sembra siano delle geometrie in stile neoclassico con paesaggi collinari e i colori dominanti della stanza sono l'ocra e il beige. Su di un bastone è appesa una bandiera italiana sbiadita dal tempo. L'idea di essere fuori dal tempo, in un'isola lontana dalla realtà, si fa sempre più forte. Specialmente quando entro nella stanza opposta alla sala da pranzo. La stanza della scimmia.

Rimango completamente senza parole di fronte a questa meraviglia. Un grande affresco paesaggistico circonda le pareti, è raffigurata una bellissima villa immersa nel verde. Alberi maestosi, scalinate in pietra ed una fontana con un uccello esotico. Un luogo paradisiaco che contrasta con il resto della stanza, se sulle pareti è rappresentato un luogo armonioso e sereno, la realtà è fatta di polvere e un pavimento che scricchiola, prossimo al crollo. Si respira un'aria di decadenza e precarietà, come la poltrona inclinata per il piedino rotto. Ai lati due antiche macchine da cucito mentre sul tavolo abbiamo la padrona di casa, la statuetta della scimmia. Un oggetto in legno molto curioso, forse un souvenir proveniente da qualche paese lontano, il ricordo di un'epoca in cui viaggiare era un lusso per pochi fortunati. Lei rimane li appoggiata sul tavolo, come se fosse uno degli ultimi abitanti di questa isola meravigliosa e abbandonata.

Continuo l'esplorazione ed è il momento delle camere da letto.

Le camere sono anch'esse piene di icone religiose di ogni tipo, santini, voti e benedizioni. Molto probabilmente, qualche membro della famiglia era appartenente al clero, come spesso accade nelle famiglie prestigiose. Di tutti gli oggetti, l'unico non riconducibile alla religione, è uno spartito musicale dal titolo "Divorziamo", composto dal musicista italiano Vangi. Un titolo un pò in contrasto con l'ambiente religioso.

Prima di mostrarvi l'ultima stanza in fondo al corridoio, scriverò due righe sull'ultimo piano. Qua è tutto pressochè vuoto, ma ci sono alcuni fogli sulle porte, alcuni scritti in tedesco. Sembra che indicassero le stanze dei militari, qua sotto vi mostro quella scritta in italiano.

Questa villa fu occupata dai militari tedeschi durante la seconda guerra mondiale, per poi essere liberata con l'arrivo dei soldati Alleati nella zona. Probabilmente la statua che ci ha accolto all'ingresso è legata a questi eventi. Invece della famiglia che ha abitato questo luogo sappiamo poco o niente, sembra che adesso gli eredi abitino lontano da qua e non se ne prendano cura. I pavimenti sono curvi e prossimi al crollo, senza degli interventi urgenti sarà difficile che durino ancora a lungo. Sarebbe un gran peccato perchè questo palazzo è come un museo, è praticamente rimasto immutato dai primi anni 50 ad oggi. Non ci sono tracce di modernità, nemmeno un televisore in bianco e nero. L'ultimo calendario è datato 1953, da lì in poi è rimasto tutto congelato nel tempo.

Adesso è giunto il momento di mostrarvi l'ultima stanza, in fondo al corridoio.

Attraverso la tendina ma l'interno è piuttosto buio, occorrono alcuni attimi prima che riesca a percepire la bellezza che mi sta attorno. Illumino con la torcia e mi rendo conto di essere dentro ad un meraviglioso salotto congelato nel tempo. Il soffitto è affrescato con riquadri raffiguranti paesaggi e scene di vita quotidiana, mentre il pavimento ricoperto di polvere forma delle stupende geometrie. Cammino stupefatto, per l'ennesima volta. L'arredo è antico e di notevole pregio, come del resto lo è in tutta la dimora. Un pianoforte a coda è coperto da un telo, evidentemente per cercare di proteggerlo dallo scorrere delle decadi. Bisogna dire che si è mantenuto in maniera più che degna. Il quadro con la Madonna che vedete alla sua destra, ha qualcosa di strano, sembra sia scostato dalla parete, ma solo da una parte. Avvicinandomi mi accorgo che nasconde un passaggio segreto, infatti la cornice è una specie di finestra interna che dà su di una camera da letto, vicina alla cucina. Forse una scorciatoia usata dai servitori per non intasare lo stretto corridoio principale. Continuo ad osservare il salone e mi perdo a fissare le statue sui piedistalli, che con questa tiepide luce calda, sono di una bellezza incredibile. Ritorna continuamente la sensazione di essere fuori dal tempo, immerso in un'epoca lontana ed aristocratica.

Non mi rendo minimamente conto del passare delle ore, è già quasi ora di pranzo e siamo entrati con le prime luci dell'alba. Qua dentro il tempo pare si sia fermato a quasi 80 anni fa, ma fuori da quest'isola abbandonata, il mondo scorre come in una normale domenica, come forse accadeva in questo salone. E' giunto il momento di uscire e tornare ai nostri anni ma la sensazione di disconnessione dalla realtà continuerà nei giorni a seguire.

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